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Frisiavoni
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I mwawFrisiavoni (mwbaFrisiavones, mwbqFrisævones o mwbgFrisiabones) sono una mwbwtribù germanica solitamente considerata come una suddivisione meridionale dei mwcaFrisi, ma citati da mwcqPlinio il Vecchio come tribù a sé stante, semplici vicini dei mwcgmwcwFrisii.cite-ref-plinionh4-101-1-0[1]
Contents
• Etnonimo
• Storia
• Note
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Etnonimo
È impressionante nel lavoro di Plinio la similitudine tra Frisiavones e Frisii.cite-ref-plinionh4-101-1-1[1] Potrebbe essere dovuto ad una semplice coincidenza, a relazioni tribali o ad una simile etimologia. I Frisoni andrebbero considerati tra gli mwfwIngaevones, citati da mwgaPitea (come "Guiones", IV secolo a.C.) come abitanti delle coste del mwgqMare del Nord. Secondo Tacito si tratterebbe dei presunti adoratori del dio mwggIng; e siccome il dio "Fro" (antico nordico "mwgwFreyr") è spesso considerato sinonimo di Ingus, un simile culto di "Fro" potrebbe essere all'origine della somiglianza tra i nomi dei popoli.
Storia
Secondo le iscrizioni trovate in mwhgBritannia (datate tra il mwhw103 ed il mwia249 d.C.)cite-ref-2[2] i Frisiavoni nell'mwjqesercito romano sono sinonimi di Frisoni. Lo storico bizantino mwjgProcopio (morto nel 562 d.C.) chiamava i Frisoni "mwjwPhrissones", una trascrizione di mwkaFrisiavoni, citandola come una delle tre tribù che abitavano la Britannia.cite-ref-3[3] Nelle fonti latine i Frisoni vennero semplicemente chiamati mwlqFrisii. Nel libro IV del mwlgmwlwNaturalis historia Plinio cita la tribù in due diverse occasioni, non necessariamente legate tra loro, sollevando il dubbio che i Frisoni fossero l'unico popolo conosciuto come abitante della mwmaFrisia. Tutta la conoscenza di questo argomento è basata su deduzioni.
Nel suo mwmgmwmwDe origine et situ Germanorum mwnaTacito cita due diversi gruppi di Frisoni, mwnqmaioribus minoribusque frisii (Frisoni maggiori e minori), entrambi insediati lungo il mwngReno.cite-ref-4[4] Si crede che i Frisoni abbiano solo cercato di abitare queste terre ad ovest della foce in seguito alla rivolta mwowbatava di mwpaGiulio Civile (mwpq70 d.C.), quando questa parte del delta venne abbandonato dai mwpgCanninefati. Questa ipotesi sembrerebbe in contraddizione con la cronologia del mwpwNaturalis historia, presentata a mwqaTito solo nel 77 d.C. Il tempo trascorso era troppo breve per permettere la nascita di un nuovo popolo scorporato dai Frisoni grazie ad una propria migrazione.
La loro locazione geografica potrebbe essere tratta da Plinio. I Frisiavoni vengono citati la prima volta al paragrafo 101, in questo ordine: mwqgFrisii, Chauci, Frisiavones, Sturii e mwraMarsacii. In questa lista solo i mwrgFrisii (pronunciati "Frisians") ed i mwrwChauci sono abbastanza conosciuti grazie ad altre fonti. Riguardo ai mwsaMarsaci esistono alcune indicazioni secondo le quali avrebbero abitato la parte sud-occidentale dei mwsqPaesi Bassi, probabili parenti stretti dei celtici mwsgmwswMorini. L'identificazione degli mwtaSturii con l'antica città Frisona di mwtqStavoren è solo un'ipotesi. Dal momento che il nome mwtgFrisiavoni appare spesso come sinonimo di Frisoni, gli scrittori moderni preferiscono identificarli come il sottogruppo dei Frisoni citato da Tacito che in seguito migrò a sud-ovest, supportando quindi l'ipotesi di Plinio riguardo alla provenienza geografica. Leggendo invece l'elenco da ovest ad est (al contrario di quanto ci si aspetterebbe da Plinio) si posizionerebbero Frisiavoni, Sturgi e Marsaci ad oriente dei mwtwCauci. Andare così ad est significherebbe ritrovarsi sul mwuafiume Elba, dove la conoscenza geografica dei Romani non era precisa. L'intera zona costiera tra l'Elba e la Svezia era abitata da tribù il cui posizionamento è difficoltoso.
Solitamente Plinio elenca i popoli che conosce da est ad ovest. Per cui non erano i mwugFrisii, ma i mwuwFrisiavones a dover essere equiparati al popolo noto come Frisoni. Infatti i Frisiavoni vengono citati spesso nelle fonti romane e nelle iscrizioni come sinonimo di Frisoni. La domanda potrebbe essere rovesciata: Chi erano i mwvaFrisii? Come Tacito, anche Plinio si basa solo sulle voci per identificare i popoli che abitavano oltre le frontiere romane, e quelle con cui venivano combattute le guerre. Se anche tutti i popoli con nome simile a mwvqFrisii abitavano fin dall'antichità la regione oltre l'Elba, non si conosce molto di più riguardo a loro, tranne l'idea generale che all'apice del loro potere i Frisoni si siano molto espansi ad est. Questa cosa fa immaginare che la loro origine sia molto più ad occidente.
Una seconda citazione di Plinio sui Frisiavoni, nel paragrafo 106, li descrive in mezzo alle tribù celtiche che occupavano l'attuale Belgio. Qui Plinio inizia ad elencare i popoli da ovest ad est, posizionando quindi i Frisiavonii da qualche parte nei pressi dell'attuale mwvwLimburgo, tra mwwamwwqSunuci e mwwgBaetasi. Questo nuovo posizionamento è incerto, e non si sa se questi Frisiavoni siano lo stesso popolo o piuttosto una piccola parte migrata a sud.
In alcuni scritti moderni si tende ad evitare l'uso del termine Frisiavoni, o di altri sinonimi, per distinguerli da altri Frisoni. Più importante è la crescente consapevolezza che i Frisoni condivisero la loro cultura con altri popoli creando una più larga mescolanza culturalecite-ref-5[5], in cui l'etimologia dei nomi delle tribù vicine o imparentate si è persa prima di arrivare a noi.
Note
cite-note-plinionh4-101-11. ↑ mwaqmwagPlinio il Vecchio,mwaw IV, 101.
cite-note-22. ↑ Molte iscrizioni citano i mwbw"Cohors Primae Frisiavonum" - "Prima coorte di Frisiavoni"; vedi anche mwcawww.roman-britain.org
cite-note-33. ↑ Procopio - Guerre, libro VIII[=De Bello Gothico, libro IV],20:47
cite-note-44. ↑ Tacito - mwdwmweaDe origine et situ Germanorum, mweqparagrafo 34
cite-note-55. ↑ Un'investigazione linguistica su vari rami tra cui l'ingvaeonico, organizzata dal Meertens Institute (KNAW) e dall'Amsterdam Center for Language and Communication (UvA) in un progetto di ricerca chiamato Variation in Inflection (o più semplicemente mwfgVariflex) mwfwArchiviatomwga il 6 dicembre 2007 in mwgqInternet Archivemwgg., ha spiegato la tipica perdita di differenze linguistiche con ipotesi di contatti
Bibliografia
Fonti antiche
• citerefcesare-de-bello-gallico(LA) Cesare, Commentarii de bello Gallico. (mwiqtesto latino e mwiwversione italiana del Progetto Ovidio oppure mwjaqui).
• citerefplinio-il-vecchio(LA) Plinio il Vecchio, Naturalis historia. (mwjgtesto latino e mwkaversione inglese).
• citereftacito-de-origine-et-situ-germanorum(LA) Tacito, De origine et situ Germanorum. (mwlwtesto latino , mwmqtraduzione italiana del Progetto Ovidio).
Collegamenti esterni
• mwpaTrascrizione latina completa del Naturalis Historia, su penelope.uchicago.edu.
• mwpgTrascrizione inglese completa del Naturalis Historia (1855), su perseus.tufts.edu.
• mwqaTrascrizione latina completa del De origine et situ Germanorum di Tacito, su fordham.edu.